La storia di Cagliari
La storia della città di Cagliari comincia parecchi millenni fa con la prima presenza dell'uomo nei ripari naturali di S. Elia, Monte Urpino e Monte Claro, di età neolitica. L'arrivo dei fenici e punici (VII sec. a.C.), favorisce la presenza di un emporio con porto e necropoli.
Dopo la conquista romana (238 a. C.) sono decisamente più consistenti le tracce di Carales, dotata di importanti costruzioni tra l'attuale quartiere di Stampace e il mare. Le fasi vandalica e bizantina favoriscono un insediamento che ingloba l'area cristiana di S. Saturno e la zona intorno alla laguna di S. Gilla. Con la penetrazione della religione cristiana, le fonti antiche rivelano i luoghi della città dei "giudici", governanti nel Medioevo.
Nel 1217 la giudicessa Benedetta cede ai Pisani il "Castrum Caralis" finchè nel 1258 questi distruggono la città lagunare di S. Igia, dando inizio allo sviluppo del nucleo medioevale che ancora oggi è il cuore della città storica. Qui si insediano i mercanti toscani e gli ordini mendicanti e poderose mura fortificano Castello e Marina, a protezione del porto. Nel 1324 l'assedio dei Catalani e degli Aragonesi causa la nascita nel colle di Bonaria di Caller, che entra nell'orbita politica iberica. Nel 1720 i duchi di Savoia diventano re di Sardegna.
Cagliari cessa di essere sede di un viceré nel 1847 e con l'Unità d'Italia rientra definitivamente nel più ampio territorio italiano. La forma urbis è ormai definita e solo nella seconda metà dell'Ottocento la demolizione delle mura favorisce l'espansione della città. La popolazione cresce di 20.000 abitanti da metà Ottocento al 1901 fino a superare i 100.000 abitanti nel ventennio fascista.
Oggi Cagliari, è una città commerciale, che, ospita eventi culturali ed oltre alle bellezze naturali, può vantare interessanti zone archeologiche, apprezzabili edifici di epoche diverse e importanti raccolte museali.
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